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La biografia di Patrick    -     Patrick's biography and c.v.

La stampa

 

 

nessun dorma
(MP3)


Patrick & Lisa Hunt

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Chi saprà mai perché, appena uno diventa noto, o meglio popolare, subito si interessano di lui: cosa aveva fatto prima, se era od è sposato, separato, divorziato, come mai e riuscito, e come ha fatto a    riuscire    in    questo       mondo         cosi pieno di artisti o pseudo tali, ad avere anche un piccolo spazio tutto suo;  così, prima che tutto ciò accada, decido di scrivere il mio Curriculum-Vitae come si usa dire.
Tanto per cominciare, questa storia non avrebbe avuto inizio, se i miei genitori, malgrado altre esperienze, non avessero deciso, nel loro girovagare per l’EUROPA , di avere un figlio francese. Eh  sì, cari signori,  proprio  così!  Sono   in Francia  a GUENNAGE all’inizio di quella primavera piena di vita e di speranza per i miei genitori.
Ci siamo fermati abbastanza per farmi imparare a dire “oui” e “bonjuor”, ma solo la parrocchia del  paese   e la  piccola   scuola hanno udito per primi i miei vocalizzi. Come avrete imparato, tutte le belle fiabe hanno sempre dei risvolti strani, così  mio padre stanco dell’educazione  francese  per   me,   ha pensato bene di ritornare nella cara e dolce Italia, e più precisamente al caro paese natio di Carrara.
Ad ogni modo si cresce, ed io sono cresciuto, molto cresciuto, tanto che a diciassette anni ero già padre di una splendida bambina frutto del mio grande amore per Gabriella, la  compagna di viaggio della mia vita.
Per un po’ il canto è stato messo in disparte ed il lavoro di falegname ha occupato gran parte delle mie giornate. A casa, però, non mancavo di coltivare la passione della pittura senza così svegliare quel caro angioletto di mia figlia e non dover subire come contropartita i suoi acuti alla Callas.
Di tanto in tanto, tuttavia,  la passione per il canto  tornava in me, ma quando intonavo qualche bella canzone, mia madre mi guardava aggrottando le sopracciglia e deliberava: - “Per favore dipingi, non senti che sei stonato?”
Mi era venuto il complesso (non di musica, ma a causa della musica) e così mi ritrovai di nuovo a dipingere.
In seguito, per motivi di lavoro, ho cambiato città, e così, dove nessuno ti conosce,  ecco la  passione   segreta   riemergere dentro di me.
Ho deciso di partecipare ad alcuni di quei concorsi canori di cui è piena l’Italia e lì ho cominciato a farmi conoscere;  malgrado il più delle volte si sostenga l’inattendibilità dei verdetti,  ho iniziato a vincere con mio profondo stupore.
Mi sono sentito improvvisamente importante e con orgoglio ho detto: -“ Mamma ho vinto cinque concorsi canori, ho vinto il Festival Internazionale Città del Tricolore altro che stonato come mi dicevi tu…” e Lei per tutta risposta, quasi stizzita: -“Si vede che chi ti ha ascoltato era sordo! Li hai forse pagati?!”.
Imperterrito, di fronte a tanto amore materno, ho continuato a vincere concorsi sempre più importanti, ma talmente prestigiosi che credo non li citerò, in quanto non hanno bisogno della mia pubblicità.
Tra una serata di piano-bar e una competizione canora, mi sono ritrovato nel locale dell’amico Roberto, la “PETIT COUSINE”, nome che ricordava romanticamente   i miei trascorsi francesi. E proprio Roberto mi ha detto: -“Caro Patrick, ho un amico che credo possa fare al caso tuo; è al fianco di  un personaggio molto importante nel panorama internazionale, e vedrai che, se ti riterrà meritevole,  potrà darti una mano”.
Io non credevo che avrei incontrato questa persona ed invece, neanche una settimana più tardi  è avvenuto l’incontro proprio con  Ago  (lui si fa chiamare così); ha ascoltato la mia cassetta fatta con mezzi di fortuna e mi ha detto che sarà un’impresa molto, incredibilmente ardua. Ha cercato quasi di spaventarmi: mi ha detto che l’Italia, pur essendo il paese del bel canto,  può non apprezzare a pieno una voce come la mia, così mi ha illustrato la possibilità di  tourneè estere, chiedendomi la mia disponibilità a restare lontano dalla mia famiglia per tanto tempo. E’ stato talmente  tanto l’entusiasmo che ho accettato, anzi è stata  proprio Gabriella a spronarmi!
I giorni successivi non mi hanno visto dormire, occupando la mia mente con mille interrogativi:  “Sarà vero, avrò fatto il passo giusto?”.
Tempo dopo ho ritrovato Ago è l’ho riscontrato un po’  freddo nei miei confronti; ho creduto  che gli fosse  passata la voglia ancora prima di cominciare, alimentando i miei dubbi. Non so cosa fare e prendendo il coraggio a due mani, gli ho domandato: --“Ago che si fa?”. Guardandomi interdetto, il mio manager ha risposto: -“Che significa CHE SI FA? Siamo già partiti; sto valutando diversi brani. Comincia ad impararli!”
Pazzo di gioia ho cominciato a studiarli e ne ho parlato alla mia insegnante di canto, il soprano LUISA VANINI di Bologna; ella mi ha incoraggiato ed esortato ad applicarmi sempre più. Io, però,  ero  impaziente; avrei voluto fosse  già il momento di andare in studio per registrare, invece come per ogni piatto prelibato, è necessario un giusto tempo per ottenere la cottura migliore…
Anche Ago mi ha invitato alla calma e alla pazienza; ha avuto le idee ben chiare fin da subito, ma con una punta di sadismo mi ha tenuto a lungo “sulla corda”.
Poi, improvvisamente, mi ha telefonato dicendomi: -“Ho trovata finalmente la canzone e l’idea per il primo CD! Farai un duetto con LISA HUNT, dove lei canterà in Italiano ed in Inglese. Faremmo tutto con la grande orchestra. Passa da me a ritirare il provino e imparalo alla svelta!”
Tutto ciò che avevo fatto fino all’ora non era servito a niente (almeno credevo), così eccomi di nuovo a studiare con l’entusiasmo di un ragazzino; indubbiamente Ago mi aveva travolto con il suo indescrivibile entusiasmo.
Il 30 Luglio sono stato a Milano per la prima incisione. Ho conosciuto Lisa per la prima volta, incontrandola in auto, assieme ad Ago. Dopo qualche minuto, abbiamo iniziato a duettare in macchina e  sembrava avessimo da sempre cantato assieme!
Il primo di  Agosto le registrazioni dei canti erano terminate. Qualche giorno è stata la volta del mixaggio. Quando ho fatto ascoltare il brano realizzato a mia madre, ha  pianto. Aveva scoperto che suo figlio sapeva veramente cantare.
Ora sarà il pubblico, sarete voi, a decretare se la mia voce ha del valore,  e se una vita semplice   come  la   mia, con una storia banale come ve ne sono tante potrà diventare una storia davvero speciale (ah nel frattempo ho avuto un altro splendido bambino con il vizio del goal; già, lui spera di diventare un grande attaccante, e chissà che lo zio Ago non riesca a farvi piacere entrambi, creando due storie non più tanto banali).
Come si usa terminare, almeno credo, “Con devozione”.

                                            Patrick

La Copertina del nuovo CD

O SOLE MIO MP3

Dentro Me (Remix) MP3

Dentro me (mp3)